Report del coordinamento nazionale di domenica 10 marzo 2016

 

 

Inizio riunione in videoconferenza ore 21:15.

 

Sono presenti:

Ingroia Antonio, Santosuosso Leda, Ago Gian Luigi, Borghetti Valerio, Blandini Carmela,  Cavalca Nadia, Bordoni Federica, Visconti Alfredo, De Felice Antonio, Lazzari Emanuela, Battista Sabrina.

 

 

 

ODG:

 

  1. Ultimi dettagli su assemblea digitale.

  2.  Punto sulla legge Ingroia-La Torre (Comitato Promotore, etc.)

  3.  Situazione comitati referendari a partire da quello No Triv e documento proposto da Bordoni.

  4.  Campagna adesioni 2016 e documento proposto da Borghetti.

  5.  Varie ed eventuali.

 

La riunione si apre con l’intervento del Presidente che si sofferma brevemente sulla questione dell’eventuale cadenza da dare alle riunioni di coordinamento. Si dice del tutto contrario a stabilire una cadenza fissa, a meno ché non siano tutti concordi nel convocarle nei week end; ritiene sia più idoneo stabilire una cadenza mensile, ravvicinando le riunioni di coordinamento solo quando strettamente necessario: la maggior parte del tempo a disposizione (già così poco) andrebbe spesa sui territori, tra la gente.

Il Presidente passa poi a relazionare sulla riunione del Coordinamento Nazionale per la Democrazia Costituzionale, prevista per il prossimo 18 marzo alla Camera dei Deputati. Tale riunione inizialmente era stata dichiarata aperta anche agli interventi di personalità diverse dai costituzionalisti. Successivamente, invece, l’intervento che il Presidente avrebbe voluto fare non è stato accolto perché si è deciso di non far intervenire rappresentanti “politici”. Ci si chiede come mai, allora, siano stati accolti interventi di Russo Spena, Pancho Pardi, Alfiero Grandi, Alfonso Gianni o Domenico Gallo che politici lo sono a tutti gli effetti. A questo punto il Presidente non ritiene necessaria la sua presenza a tale assemblea.

 

In merito al comitato promotore per la legge contro la corruzione, il Presidente fa sapere di essere riuscito ad incontrare solo Domenico Gallo, il quale ha ribadito il suo personale sostegno. Quest’ultimo, però, esclude categoricamente che si possa pensare ad una raccolta di firme congiunta con il CDC perchè “ci sarebbe una levata di scudi da parte del coordinamento nazionale”, cosa già verificatasi in occasione dell’intervento di Ingroia alla riunione del comitato referendario palermitano. Nello stesso tempo, però, la CGIL si è fatta avanti con due-tre proposte di legge da mettere insieme al tavolo referendario.

Non resta che tentare la via della petizione on line od il sostegno (allo stato, solo eventuale) del “Fatto Quotidiano”.

Questi fatti ci segnalano la necessità di una riflessione politica seria. Ritiene che non sia solo responsabilità del movimento e dei suoi aderenti: Azione Civile continua ad essere percepita nel modo sbagliato. Per questo è fondamentale essere maggiormente coinvolti nella battaglia referendaria.

 

Interviene Antonio De Felice.

Concorda che il Presidente non partecipi alla riunione del 18 marzo, ritendo quanto raccontato da quest’ultimo un fatto molto grave. E’ dell’avviso che la personalità di Antonio Ingroia è tutt’ora ingombrante, dato il suo spessore morale. Suggerisce di cercare altre strade, di rivolgersi alle personalità dello spettacolo. Racconta, poi, della candidatura di Franco La Torre alle primarie del centrosinistra romano. Questo lascia tutti un po’ perplessi.

 

Interviene Valerio Borghetti.

Si dice amareggiato da quanto riferito dal Presidente sull'Assemblea del CDC del 18 marzo a Roma e condivide la scelta di non partecipare a quella manifestazione ma al contempo afferma che non ritiene giusto abbandonare una lotta, quella referendaria che ci ha visto e ci vede protagonisti sin dai primi momenti.

Ritiene sia giusto tentare di superare le difficoltà che per vari motivi si presentano nei vari comitati con le più svariate problematiche dovute in parte alla composizione variegata ed in parte a spinte egemoniche da parte di alcune forze.

Nei comitati per il referendum No Triv troviamo la posizione settaria di qualche movimento ecologista o pseudo tale che da un'ambigua posizione vuol dettare legge e pretendere di avere l'esclusiva mettendo a grave rischio la riuscita di tutta la campagna.

Come pure troviamo nei comitati referendari per il No e Contro Italicum la posizione dell'ANPI che pretende di monopolizzare in virtù della capacità organizzativa riducendo i comitati a mera passerella di sola visibilità che è contesa sia da RC che da Sel (SI, AET, Cosmopilitica, Possibile) aggravata dal momento che vede ognuna di queste forze alle prese con propi progetti che necessitano solo di visibilità per il prossimo certo fallimento, ed anche in questo caso mettendo a rischio tutta la lotta ed il lavoro fatto.

Pur tuttavia se nelle giuste ragioni abbiamo creduto ed in molti comitati, fra mille difficoltà, riusciamo a portare la nostra voce ed il nostro modo di procedere crede sia giusto alzare la voce ma cercare di portare in fondo la lotta.

In merito al documento sulle campagne referendarie proposto da Federica Bordoni proponendone la pubblicazione sia perchè ritiene sia tempo che tutti conoscano le nostre posizioni e poi perchè ha avuto ben due passaggi nella mailing list del coordinamento ricevendo solo consensi.

Accennava poi al bisogno di partire con la campagna adesioni e a tal proposito chiedeva al Presidente, che già si era dichiarato d’accordo, di scrivere un suo pensiero a chiosa del documento riassuntivo preparato per poi partire decisamente ed unitariamente.

Chiedeva maggior presenza e puntualità nei momenti di coordinamento e di raccordo delle varie attività proprio per aver azione comune ed univoca.

Auspicava una rapida messa in opera del sito con annessi newsletter e forum per coadiuvare la campagna tesseramento ed avere un contatto con gli aderenti tutti.

 

Interviene Leda Santosuosso.

Si dice molto dispiaciuta dai fatti raccontati dal Presidente, condivide pertanto la sua scelta di non presenziare alla riunione del CDC. Rammenta a tutti che è partita l’assemblea digitale, chiede pertanto la collaborazione dei referenti regionali per sollecitare gli aderenti alla partecipazione. In merito all’ostilità verso Azione Civile, racconta di non averne percepita in ambito regionale. Azione Civile Abruzzo, Teramo e Pescara sono presenti nei coordinamenti regionali e provinciali del CDC e “vota Si per fermare le trivelle”. Ribadisce l’importanza di concentrarsi sul prossimo referendum del 17 aprile.

 

Interviene Gian Luigi Ago

Gian Luigi Ago considera grave l’esclusione del Presidente Ingroia dalla lista degli interventi per  l’incontro di Roma sul No alla riforma costituzionale. A suo parere serve un comunicato formale che faccia chiarezza sulla natura del nostro movimento e che chieda quali siano i criteri di scelta di quanti interverranno.
Riguardo alla percezione esterna che ancora fa pensare ad AC come un partito, pensa che se da un alto il movimento viene identificato come “il partito di Ingroia” collegandolo ancora all’esperienza passata di Rivoluzione Civile, da una parte c’è anche una certa nostra responsabilità nel non avere palesato in maniera chiara la nostra appartenenza a un tipo di percorso che non è compatibile, a livello strategico, con quello dell’attuale sinistra e a cui dovremmo aderire non solo con relazioni occasionali ma con una partecipazione attiva e riconoscibile.

Riguardo alle prossime elezioni amministrative ribadisce quanto sostenuto nel precedente coordinamento cioè che la nostra presenza può essere possibile solo in liste totalmente civiche oppure come forza che sia di stimolo dall’esterno ai candidati per attuare politiche e metodi il più democratici e orizzontali possibili. Ritiene comunque la fase elettorale amministrativa secondaria rispetto alle grandi battaglie come quella referendaria da cui solo può passare un progetto di cambiamento.

Riguardo alle cadenze del coordinamento conferma di essere favorevole a una cadenza settimanale con date fisse programmate.

Fa presente al Coordinamento la presenza a Roma il 23 Febbraio di Varoufakis e altre personalità del progetto Diem25 (movimento per la democrazia in Europa); ritiene che sia importante la partecipazione di qualcuno di AC.

 

Interviene Alfredo Visconti

Sostiene che il coordinamento debba prendere atto che in questo momento la gente ci vede come partito politico e non come movimento; e anche alla luce di quanto riportato da Ingroia sembra doveroso prenderne atto e agire immediatamente.

Si debbono chiudere le esperienze con queste fette movimentiste che non vogliono cooperare ma vogliono solo disgregare e prendere atto che Azione Civile viene trattata  come essa stessa tratta i politici.

Il movimento deve avere il coraggio di compiere azioni che possano vederci anche da soli ma almeno non con coloro che prima lo usano e poi non si degnano nemmeno di inserirlo tra i promotori.

Per quello che può valere, ritiene che il Presidente non debba andare all'assemblea del 18 p.v. ma soprattutto che il coordinamento ed il Presidente debbano prendere una posizione rispetto a questa nuova "legge razziale".

In questo momento non si può ragionare e farci tirare dentro ad una guerra dialettica e "politica" per far passare il concetto che azione civile non è un partito politico ma un movimento, anche perché in questo momento la gente vuole risposte e non definizioni.

Ritiene che non sia un problema avere nel logo il nome di Ingroia pensa piuttosto che al Presidente vada affiancata una persona nuova che faccia trasparire che non si tratta del movimento di Antonio Ingroia ma di un movimento che si rispecchia negli insegnamenti di Ingroia.  Affiancare una persona al presidente potrebbe sicuramente riportare l'attenzione su AC e  sui suoi valori e rendere meno attaccabile il Presidente stesso.

 

Interviene Nadia Cavalca

 

Nadia Cavalca interviene informando che in Emilia Romagna si è costituito, come da comunicato stampa del 4 marzo il Comitato Regionale per l'Emilia Romagna "Vota SI per fermare le trivelle", in vista del referendum NO TRIV del 17 aprile.

Dopo aver informato e consultato gli aderenti (quei pochi che hanno risposto erano tutti ovviamente favorevoli) è stata inviata  l'adesione di Azione Civile Emilia Romagna; tempo nemmeno mezz'ora e dalla segreteria di Legambiente regionale arriva una lapidaria mail nella quale si dice che insieme alle altre associazioni hanno deciso di non far aderire i partiti e quindi non accettano l'adesione di Azione Civile.

E' stato subito risposto a Legambiente che Azione Civile non è un partito ma un movimento civico pur avendolo già specificato nella prima mail di adesione, ma ovviamente più nessuna risposta è arrivata.

Nadia Cavalca riferisce di ritenere questo comportamento dannoso oltre che settario, questa esclusione indiscriminata di tanti soggetti e persone, a maggior ragione visti i tempi strettissimi che abbiamo a disposizione per centrare l'obiettivo, non può essere e non ha ragione di essere, dice che le sembra una follia.

E si chiede se interessa davvero vincere il referendum oppure no, ritenendo che possa valere in questo caso il "più siamo meglio è", quindi perché rifiutare partiti e movimenti politici? E' un attimo farsi venire il dubbio che dietro questa regia ci possa essere la lunga mano del PD, non a caso a favore delle trivelle e ad alto tasso di una vergognosa quotidianità politica. 

Nadia Cavalca lancia una profonda critica ai movimenti, per nulla immuni da tutto ciò che da sempre critichiamo dei partiti. Siamo davvero certi che i movimenti siano migliori?

Si dice sempre più scoraggiata ed arrabbiata! Per fortuna a Parma non ci sono questi problemi con il Comitato Salviamo la Costituzione  e con il Comitato CDC dove un buon numero di soggetti e persone lavorano con passione, sempre quelli, sempre gli stessi e tutti disposti ad attivarsi....

Riferisce che a Reggio Emilia hanno aderito al Comitato CDC Ugo Aldrovandi e Paolo Fracassi, e di aver ricevuto la comunicazione da Paola Benetti di aver aderito al comitato CDC locale di Argenta (FE) che si appoggia a quello di Ravenna, e di essere in contatto con alcune persone per dare vita a un comitato CDC a Ferrara.

Nonostante le evidenti difficoltà dice che anche in Emilia Romagna si cercherà comunque di diffondere con impegno e partecipazione tutte le motivazioni per il SI del 17 aprile.

 

Il Presidente Ingroia alla fine dell'intervento di Nadia Cavalca interviene dicendo che non è più tollerabile accettare esclusioni così pretestuose, e chiede a Nadia i riferimenti di Legambiente Emilia Romagna per poter esprimere loro personalmente il suo disappunto e quello di tutta Azione Civile. 

Il Presidente si impegna, inoltre, a redigere un “cappello” al documento proposto da Borghetti per la campagna adesioni 2016 e di dare avvio al comitato promotore per la legge Ingroia-La Torre entro i primi di aprile.

 

 

La riunione si scoglie alle ore 22:45

 

Report redatto dal Comitato Operativo Azione Civile

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