REPORT SINTETICO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DI GIOVEDI’ 23 GIUGNO 2016

Sono presenti: Antonio Ingroia, Antonio De felice, Alfredo Visconti, Emanuela lazzarti, Sabrina battista, Maurizio Sansone, Carmela Blandini, Federica Bordoni, Giusy Clarke Vanadia. Gian Luigi Ago, Valerio Borghetti.

Apre i lavori il presidente Antonio Ingroia il quale esprime in maniera ancora più forte il proprio pensiero sul referendum britannico. Specificando che quando ha detto che l'esito del referendum in Inghilterra è stato "positivo" intendeva fare una dichiarazione "programmatica".

Nel senso che piuttosto che sommarci ai piagnistei dei tanti, o peggio a chi criminalizza il voto, è convinto che noi dobbiamo cogliere ciò che di buono ci può essere in quel voto, intriso - certo - di nazionalismo xenofobo, ma anche percorso da condivisibile rifiuto di questa Europa delle lobby e dei banchieri. Allora, bisogna avere la lucidità di "assecondare" certe spinte nazionaliste pur che si incanalino, in qualsiasi modo, verso una contestazione "radicale" del Sistema Europa e diano una scossa alle fondamenta del Sistema. Non vede altre soluzioni a breve che incrinino il Sistema.

Ed è ovvio che, contestualmente, occorre lavorare alla creazione di un Alternativa politica transnazionale per rifondare l'Europa su basi TOTALMENTE diverse. Ma per ricostruire, devi prima demolire.

Ed oggi gli unici demolitori europei all'orizzonte sono i referendum popolari.

Lo è stato quello sul BREXIT legato alla situazione britannica, può esserlo quello italiano di ottobre che solo apparentemente è legato esclusivamente alla vicenda politico-costituzionale italiana, ma che invece il Presidente legge nella cornice global-europea, essendo la controriforma renziana funzionale ed organica al progetto antidemocratico di restaurazione neo-autoritaria e post-capitalista richiesto dal sistema oligarchico-affaristico che oggi domina l'Europa e il Mondo.

Questo è un primo passo verso l’auspicato disgregamento dell’UE. Sulla situazione italiana non vede la possibilità di un quarto polo alternativo al Pd ma si aspetta la disgregazione dei cinque stelle che possano essere sostituiti da una nuova forza alternativa ai tre poli attuali del panorama politico. Sulla situazione politica è quasi tutto da buttare, con l’eccezione di due esperienze che vanno salvate, anche se con riserva. Quella di De Magistris a Napoli e di Emiliano in Puglia.

Sottolinea che il momento di "ascesa" indubbio del M5S complica il nostro compito perché il M5S è sempre un nostro "concorrente", come abbiamo detto in Assemblea Nazionale, e quindi se il "concorrente" e' ancora forte, per noi tutto diventa più difficile. Un processo di "autoconsunzione" del M5S, prevedibile seppur non in tempi brevi, agevolerebbe la nostra azione.

Il che non significa che noi dobbiamo stare fermi, in attesa. Ma che dobbiamo essere realisti nella consapevolezza delle enormi difficoltà in cui ci muoviamo. D'altra parte non credo si possa e si debba rinunciare alla ricerca di "spazi politici alternativi" comunque li si voglia denominare.

È certamente improprio parlare di "quarto polo", anche perché non pensa esista spazio in questo quadro politico per un "quarto polo", ma anche il fronte popolare e democratico per essere costruito ha bisogno di "spazio politico". Nei prossimi giorni su loomio sarà pubblicato l’esposto di denuncia contro Renzi.

Sulla Ingroia-La Torre siamo in una fase di stallo perché Campanella al Senato e Bolognesi alla Camera non la fanno andare avanti e quindi crede che si debbano rompere gli indugi, e siccome è possibile raccogliere le firme per presentare la proposta di legge anche ad un solo ramo del Parlamento, seppure qualcuno lo abbia fatto, a nostra insaputa, al Senato (che, peraltro, rischia di venire sostanzialmente meno con la riforma Renzi-Boschi, così travolgendo la proposta di legge depositata da Campanella), crede che si debba partire.

Gian Luigi Ago interviene riguardo alla relazione introduttiva del Presidente. Concorda sul fatto che la Brexit evidenzi i difetti della UE ma ritiene eccessivo considerare “positivo” il voto in sé in quanto lo ritiene frutto di pulsioni nazionalistiche e xenofobe. Si dimostra scettico riguardo alla previsione di una perdita di consensi da parte del M5S a causa della sua “istituzionalizzazione”, perdita che dovrebbe liberare uno spazio a sinistra che potrebbe essere occupato da una forza di vera alternativa; questo sia perché ritiene che lo spostamento di consenso non sia così meccanico, sia perché ritiene comunque fallimentare cercare di cambiare il sistema creando un quarto polo. Ritiene invece che la costruzione dell’alternativa vada cercata totalmente al di fuori dell’attuale palcoscenico in cui si muovono le forze politiche tradizionali.

Non concorda su una linea politica che tenda a costruire una “triangolazione” tra Azione Civile, Luigi De Magistris e Michele Emiliano del PD, per quanto detto precedentemente riguardo alle modalità di costruzione dell’alternativa e anche perché con De Magistris ci troveremmo di nuovo insieme ai partitini della sx radicale in un progetto non dissimile da AET e SI. Inoltre la figura di Emiliano è pur sempre equivoca in quanto si tratta di un esponente di rilievo del PD, anche se anti-renziano.

Riguardo alla Legge La Torre ritiene che aver voluto cercare la strada del sostegno di alcuni parlamentari alla proposta, idea su cui si era già dichiarato contrario quando si avanzò questa possibilità in un passato Coordinamento, abbia portato da un lato a un arenamento della proposta, senza che venga nemmeno citata come originata da AC e, dall’altro, ad abbandonare la giusta soluzione che era quella di una proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta da un Comitato popolare.

L’idea quindi di raccogliere firme per sostenere la proposta che i parlamentari “dovrebbero” portare avanti gli pare una soluzione di ripiego tra l’altro con poca possibilità di trovare riscontro. In conclusione propone che quanto relazionato dal Presidente divenga oggetto di dibattito interno ad AC, visto l'ampio ventaglio di proposte politiche. Federica Bordoni relaziona sule difficoltà attuali del Movimento in Umbria ed anche in quelle incontrate nella raccolta firme sui referendum.

Nel suo breve intervento Giusy Clarke Vanadia ricorda al Presidente alcune cose organizzative sul tema legge Ingroia -La Torre

Interviene Valerio Borghetti dichiarando la sua condivisione su quanto espresso dal Presidente nella sua introduzione circa la scossa Brexit come possibile motore e motivo di disgregazione di questa Europa irriformabile, naturalmente, per la complessità del tema si riserva, come anche il Presidente chiede e suggerisce, di affrontare in una discussione il più allargata possibile, un'analisi più dettagliata .

Ovvio che parallelamente deve nascere un tavolo nuovo che abbia come base i principi che animarono l'incontro di Ventotene e che quantomeno dia significato nuovo alle parole che ne accompagnano il declino.

Cancellare dal linguaggio di un'Europa che deve guardare alla sua gente Fiscal Compact, Bail in, Basilea 2 e ritrovarsi invece a ragionare per un welfare comune, pensare ad una Costituzione Europea, alla Carta dei diritti dei lavoratori europei e a quanto può davvero unire.

Riguardo alle elezioni amministrative non può far altro che sottolineare che il panorama non ha evidenziato, oltre all'esperienza de Magistris, alcuna nota positiva e che dobbiamo accelerare quanto più possibile il processo che può portare alla nostra Rivoluzione Democratica ricercando e unendo energie positive che vanno in quella direzione.

Sulla questione protocolli di comunicazione accoglie l'invito del Presidente a rendere più autonomo ed efficiente il Comitato Operativo e propone da subito bozza modifiche all'esame del Comitato operativo e del Presidente medesimo.

Maurizio Sansone condivide totalmente l'analisi del presidente sull'esito del referendum e anche la tesi che questa Europa ha bisogno di essere abbattuta per essere ricostruita ma avverte che l'abbattimento dell'Europa potrebbe favorire la crescita delle forze nazionaliste e xenofobe che aspettano solo questa occasione. Ritiene inoltre che quello che serve in questo momento è la crescita dei conflitti sociali e chiede di guardare con attenzione a quanto sta accadendo in Francia contro la legge sul lavoro.

Storicamente dalla Francia sono nati conflitti che hanno poi avuto una espansione globale. Ad esempio la rivoluzione francese, che ha segnato una svolta storica, ma anche il '68.

Bisogna dunque essere molto attenti e alimentare e partecipare ai conflitti sociali in Italia e nel resto d'Europa.

La riunione di coordinamento si conclude con la formalizzazione delle proposte che si sono evidenziate, Apertura discussione sulle tematiche politiche, presentazione su Loomio modalità denuncia a Renzi, presentazione al Comitato Operativo delle bozza di Comunicazione modificata e iniziative per la legge Ingroia-La Torre.

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