Riunione del Coordinamento Nazionale del 21 Aprile 2016

 

 

Sono presenti : Antonio Ingroia, Carmela Blandini, Giusy Clarke Vanadia, Leda Santosuosso, Federica Bordoni, Nadia Cavalca, Paola Bennetti, Alfredo Visconti, Gian Luigi Ago, Gianni Carammanico, Valerio Borghetti, Antonio Catucci

 

Per discutere il seguente Ordine del Giorno:

 Iniziative politico legali sul boicottaggio del referendum del 17 aprile.

 

Apre la riunione il presidente Antonio Ingroia descrivendo con puntualità le varie opzioni possibili, non escludendone alcuna

1.      Denuncia Penale alla Procura di Roma per violazione dell'art. 98 della legge elettorale:  “Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.”

Il Presidente ritiene che ci siano tutti i presupposti; sebbene già presentata da altri, ci darebbe comunque una certa visibilità. Non vi sono conseguenze per chi presenta la denuncia. Unico aspetto negativo di tale iniziativa  è che andrebbe presentata alla procura di Roma, presieduta da Pignatone il quale ha più volte manifestato di essere in sintonia con il governo Renzi.

 

2.      Denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale.

Il Presidente ritiene che anche in questo caso vi possano essere i presupposti, sebbene qualcuno abbia obiettato che sarebbe difficile provare il nesso di causalità; non vede conseguenze legali per chi presenta la denuncia ma un probabile effetto politico che, se fallisse, potrebbe ritorcersi come un boomerang.

 

3.      Class Action con denuncia penale e richiesta danni, prospetta anche la possibilità di parlarne con Trefiletti di Federconsumatori e con altri soggetti vista la complessità ed anche eventuali costi: infatti in questo caso potrebbero esserci conseguenze legali per chi presenta la denuncia nel caso di perdita perché ci ritroveremmo costretti a pagare le spese legali anche di controparte. Tale iniziativa sarebbe senz’altro di grande impatto mediatico.

 

Per le tre proposte il Presidente chiede anche una riflessione in merito alla modalità di presentazione delle eventuali denunce, ovvero se firmate dal solo rappresentane legale di Azione Civile o da tutto il Coordinamento Nazionale, e se sia il caso  di farle in totale autonomia o chiedere l’appoggio di altri soggetti, come il movimento No Triv o partiti (M5S, RC).

Chiede naturalmente che si esprima tutto il Coordinamento e che anzi si possa trovare il modo di far partecipare il maggior numero di aderenti possibile.

 

 Interviene Borghetti che si dice concorde ed entusiasta delle iniziative proposte dal Presidente con particolare attenzione alla Class Action.

Class Action che sarebbe forte azione di impatto politico che difficilmente però potrebbe essere condotta in solitaria dal Movimento. In questo senso andrebbero interessate tutte le organizzazioni, anche  partitiche, tenendo noi il bandolo della matassa senza escludere nessuno. Per cui vagliate le possibilità legali e l'appoggio condiviso di qualche altra realtà( si è fatto il nome di Trefiletti Federconsumatori)  partire senza guardare a chi condividerà la nostra battaglia. Il tutto coinvolgendo il più possibile Coordinamento ed aderenti a partire da una consultazione su Loomio per decidere le linee.  A quanti sollevavano la richiesta di vedere Azione Civile nei territori porta la sua esperienza di vicinanza nelle lotte e nelle manifestazioni sempre portando il nome del Movimento. Siamo nei Comitati Referendari, sia istituzionali che sociali, spesso come punto di riferimento, nelle lotte a fianco degli operai ( ES. Fincantieri, Atc, Acam, ILVA) sempre come Azione Civile, ed ancora in prima linea sull'ambiente ed in ogni lotta che le energie e le possibilità consentono. Sostiene che c'è bisogno di prendere coraggio ed uscire dal complesso di chi va a rimorchio proponendo senza timore di sporcarsi al contatto con altri movimenti o partiti, non si tratta di fare alleanze ma di lottare insieme ad altri per un medesimo obbiettivo portando la forza delle nostre buone idee.

Visconti intervenendo dice: Naturalmente stiamo commentando a caldo quanto spiegato ed illustrato dal presidente, per cui mi permetto di consigliare a tutti, ed a me stesso, di ragionare con la dovuta calma su tutti i risvolti politici e non che derivano dalla decisione che si prenderà.

Come già detto prendiamoci questi due giorni di tempo per pensare per bene e valutare,  a caldo ritengo che oltre la prima ipotesi, per altro già portata avanti da RC e M5S, ritengo che anche le altre strade siano percorribili e naturalmente la proposta della classe action è senza dubbio quella che darebbe un maggior impatto politico

Se da un lato voglio, come gli altri, pensare bene all'azione e alle sue conseguenza ritengo che a prescindere dalla decisione, se ci sarà da portare avanti qualcosa il movimento lo deve fare sotto la propria bandiera senza essere esclusivi verso nessuno ma nemmeno farci fagocitare da movimenti o partiti che sfruttano la nostra piccola forza e non vogliono mai riconoscerne il lavoro. Sicuramente non mi sembra il caso di andare a qualsiasi titolo a parlare con il comitato dei no triv che sta vivendo un momento di lotte interne dovuto ad atteggiamenti scorretti da parte di qualche associazione che vi è compresa e lo stesso dicasi per i CDC.

Dobbiamo però crederci fortemente e sapere che se si porterà avanti una qualsiasi tipologia di lotta politica questa andrà sviluppata nelle piazze e con la gente i social saranno di supporto ma non possono essere il nostro filo conduttore. 

 Per ultimo chiedo a tutti, per questa decisione è per tutto quello che avremo in futuro da sviluppare di cambiare il verbo "letterario" e renderlo, senza sminuirlo, più confacente alla realtà. Se abbiamo avuto difficoltà a spiegare il referendum del 17 aprile immagino cosa può succedere con il referendum sulla scuola o con qualsiasi azione legale/politica vorremo intraprendere rispetto a Renzi.

 Sento che troveremo le strade chiuse a causa della diffidenza politica e movimentista verso la persona di Ingroia, a tutti dico e ripeto che questo argomento non mi tocca e non mi riguarda io credo nel movimento e nella persona del Presidente per cui lavoro senza farmi prendere da ciò che la gente pensa in proposito, al massimo questo è il momento in cui possiamo far cambiare idea a molti, ma soprattutto il movimento Azione Civile e il suo Presidente sono la stessa cosa e rappresentano lo stesso credo politico se qualcuno, anche al nostro interno, ritiene questo un ostacolo allora questo è un suo problema.

Gian Luigi Ago, nel suo intervento, esordisce evidenziando come quella che ci troviamo a decidere è soprattutto un’iniziativa politica, in quanto l’azione giudiziaria potrebbe non avere un esito favorevole. Questo perché Renzi potrebbe benissimo far notare che l’astensionismo dipende da molti fattori e non può essere conseguenza unica del suo invito a non votare che oltretutto potrebbe far passare per una semplice valutazione politica e non per un incitamento. Inoltre, riguardo all’accorpamento, potrebbe sollevare motivi di natura istituzionale che ne avrebbero sconsigliato l’attuazione.

Nonostante questo ritiene doveroso intraprendere queste azioni, in entrambi i suoi aspetti.
Riguardo al quesito “con chi farlo?” ritiene che questa decisione avrebbe bisogno di un maggior approfondimento politico (seppur comunque rapido).

Ci sono pro e contro in tutti i casi. Va tenuto presente che gli altri non ci considerano partner privilegiati in iniziative comuni e -senza voler entrare nel merito di un discorso molto complesso per cui ciò è anche (ma non del tutto) conseguenza della nostra strategia e delle nostre posizioni - tutto ciò renderebbe difficile dar vita a collaborazioni efficaci.

Gian Luigi Ago ritiene che, dovendo scegliere, eviterebbe di chiedere a qualcuno e tantomeno ai “partiti” per opportunità politica, per non creare false percezioni, e anche perché forse sarebbero più gli svantaggi che i vantaggi.

Riguardo alla class-action ritiene che sia più difficile, in quanto la gente, che già è restia a firmare appelli vari a maggior ragione avrebbe dubbi a firmare quella che è una vera e propria denuncia.

Più facile sarebbe cercare collaborazione con chi sta portando avanti referendum sociali e iniziative extra-elettorali. Ma anche qui, per quanto detto prima, non sa quanto potrebbe funzionare.
A questo punto ritiene che la soluzione più attuabile sarebbe quella di partire da soli come Azione Civile assistita dalla Studio Legale Ingroia, lasciando le porte aperte a chi volesse aggregarsi, anche se questa soluzione potrebbe avere anch'essa lati negativi, in quanto potrebbe far pensare ancor di più a un nostro voler andare presuntuosamente da soli senza tener conto di quanto esiste nel resto dell’opposizione sociale.

Ritiene infine che questi rischi continueranno ad esistere finché non riorienteremo la nostra strategia e collocazione nel contesto politico generale.

Interviene Gianni Caramanico che mette in guardia su alcuni 'pericoli' insiti nella proposta di farci promotori della class action:

- data la non esatta coincidenza del tema con la nostra missione, e alla luce dell'importante impegno che abbiamo già profuso sulla causa promossa da altri (e chissà se verrà riconosciuto), è inopportuno e rischioso proporci come capofila; questo ruolo invece dovrebbe essere assunto dal comitato NOTRIV e ambientalisti vari. Noi potremmo impegnarci se sono loro a metterci la faccia.

- va valutato il rischio (abbastanza probabile) di flop anche rispetto alla lunga durata di una causa civile

- va valutata la scarsa efficacia e gli effetti di una legge (quella sulla class action) nata monca e con tanti difetti

- vanno valutate le reali capacità operative anche alla luce dello scarso numero di attivisti e aderenti, e dei numerosi impegni referendari su cui siamo già impegnati

- proprio alla luce dell'esperienza sinora condotta ai banchetti referendari, sottolineo l'ENORME difficoltà a fermare, coinvolgere, far firmare e anche solo informare i cittadini che contattiamo nelle strade. E questo solo per una firma referendaria, 'senza impegno.

Si consideri pertanto che tali difficoltà sarebbero notevolmente accresciute nel caso di una nostra azione per le firme di una class action, e quindi la 'redemption' sarebbe estremamente bassa. In questo caso bisogna infatti convincere a firmare impegni legali con annesso rischio risarcimento. Pertanto per raccogliere qualche migliaio di firme occorrerebbe dispiegare un esercito di persone nelle strade del Paese, obiettivo che resta fuori dalla portata del movimento almeno per ora.

 Federica Bordoni, pur riservandosi, prima di prendere qualsiasi decisione, di riflettere approfonditamente e di discutere nel dettaglio con gli altri membri del Coordinamento Nazionale e il Presidente stesso dei temi all'Ordine del Giorno in una successiva riunione, si dichiara tendenzialmente daccordo con quanti intendono procedere alla denuncia alla Procura di Roma e alla denuncia presso la Corte dei Conti a nome di Azione Civile; è inoltre convinta che il Movimento debba intitolarsi questa battaglia legale e costituirsene capofila, ma che debba anche offrire la possibilità di aderirvi ad altri movimenti o partiti politici che volessero associarsi a tale azione.

Dichiara invece grande preoccupazione per la terza proposta avanzata dal Presidente, la class action, per due motivi:

da un lato l'esiguità delle forze in campo potrebbe compromettere già dal principio il successo di una battaglia che richiede grandi energie e grandi numeri;

dall'altro prevede che - in una azione di tale impatto politico e mediatico, il doppio ruolo del Presidente come leader del nostro Movimento politico e come titolare dello studio legale che promuove l'azione legale, pur non costituendo in alcun modo conflitto d'interesse e - anzi - costituendo un grosso impegno e un grosso rischio personali, possa sottoporre il medesimo Presidente a un linciaggio mediatico e politico molto pericoloso. Sono fin troppo noti i trascorsi recenti ed è fin troppo facile immaginare quali voci e di che tenore si leverebbero in tal caso. Dunque dichiara le proprie forti riserve per quest'ultima proposta.

Interviene Leda Santosuosso che solleva dubbi unicamente sulla terza opzione in merito all’eventuale pagamento delle spese legali in caso di perdita. Si dice convinta che tali iniziative vadano portate avanti da Azione Civile senza aspettare appoggi da altri che potranno, invece, unirsi successivamente.

 Nadia Cavalca interviene per esprimere, seppur a caldo e con evidente bisogno di ponderare bene la cosa, una prima impressione circa le tre proposte avanzate dal Presidente.

La denuncia penale, la denuncia alla Procura della Corte dei Conti, la class action si distinguono probabilmente tra di loro per una diversa mole di impegno e difficoltà che riguardano l'aspetto tecnico, l'impatto mediatico e la reale disponibilità e possibilità delle nostre forze; non può essere trascurata la possibilità (o la certezza ...) di attacchi feroci al movimento ed al Presidente in prima persona.

A primo impatto esprime di aver sentito una preferenza per la class action che risulterebbe di una forza mediatica maggiore e potrebbe rendere maggiormente partecipi i cittadini, potrebbe far rinascere un pò di quel senso civico smarrito ... ma il dubbio sorge proprio sulla effettiva volontà dei cittadini nel prendere parte attivamente, esponendosi in prima persona ad un'azione legale contro Renzi.  

Se si dovesse perdere la causa, ed anche fra 15 o 20 anni un cittadino potrà essere obbligato a pagare di tasca propria il risarcimento alla controparte, la proposta potrebbe risultare allarmante per molte persone ed allontanare anzichè avvicinare; Nadia Cavalca si riserva quindi di valutare la terza proposta discutendone  con gli esponenti del Coordinamento per venire a conoscenza in modo chiaro di tutti i possibili aspetti.

La seconda proposta, denuncia alla Procura della Corte dei Conti contro Renzi che con ben 2 comportamenti ha causato danni allo Stato (facendo spendere molto più del dovuto non accorpando il referendum alle amministrative con la chiara intenzione di far fallire il referendum) appare a Nadia Cavalca forse la strada più percorribile, ma anche qui tutto da verificare e discutere insieme a chi certamente saprà dare spiegazioni tecniche delle quali sente di aver bisogno per potersi esprimere in maniera convinta.

La prima proposta, denuncia penale per violazione legge elettorale certo va benissimo, e per Nadia Cavalca il comportamento di Renzi & C. è stato assai grave e non merita sconti, anche se la medesima azione è già stata annunciata da altri e quindi a rischio di finire confusa nel calderone.

Nadia esprime la netta convinzione di dover portare avanti l'iniziativa che si deciderà di fare, come Azione Civile.

Non è più tempo di farci portatori d'acqua per nessuno, non è più tempo di dover lavorare ed impegnarci in battaglie che seppur condivise non portano purtroppo al nostro movimento benefici e rispetto, non dobbiamo più farci scippare da scaltri e malandrini la paternità di idee ed iniziative; quindi avanti soli non chiudendo la porta a chiave, ma scriviamo sulla porta per chi entra che stavolta la bandiera è quella di Azione Civile.

Rispondendo a Valerio Borghetti, il quale diceva che Azione Civile è nelle piazze tutti i giorni, Nadia ha manifestato l'opinione che Azione Civile sia invece poco presente nelle piazze e tra la gente; è verissimo che siamo presenti in vari comitati, associazioni, e via dicendo, partecipiamo a riunioni su riunioni con vari soggetti e tutto ciò può anche andare bene, ma Azione Civile per acquisire popolarità, incisività e rispetto deve andare vicino alle persone, nelle piazze e nelle strade, con le proprie bandiere e le proprie facce per presentarsi, farsi conoscere e poi riconoscere dalla gente, non ci andiamo mai o comunque pochissimo! Siamo presenti tutti i giorni solo nelle piazze virtuali.

A Parma sono stati  fatti banchetti ogni sabato da aprile a ottobre, moltissimi non sapevano chi siamo e se ci siamo, dice Nadia, ed esprime allarme sull'attivismo dei pochi aderenti, che si sono allontanati stanchi e delusi o hanno preferito rivolgere le loro energie a soggetti più organizzati, anche di questo bisognerà purtroppo tenere conto nelle valutazioni e nelle decisioni che siamo tenuti a prendere in fretta, ricordando anche la gravissima situazione economica dei territori.

Interviene alla fine Giusy Clarke Vanadia che, pur essendo entusiasta dell´opportunità di visibilità che queste iniziative avrebbero per il movimento, nutre delle perplessità sulle conseguenze che le opzioni nº 1 e 2 potrebbero avere, oltre che economiche ( soprattutto nel caso della class action), come possibili attacchi al Presidente. Chiede , quindi, di ponderare molto, ma molto bene , tutte le possibili ricadute.

 

Per quanto riguarda con chi fare l´iniziativa, l´unico interlocutore possibile potrebbe essere  il Forum per l´acqua all´interno del quale non ci sono le stesse dinamiche dei partiti. Conta molti membri, una buona organizzazione interna, oltre che interesse alla tematica.    A proposito dei NO TRIV, ha avuto opportunità di parlare con Di Salvatore, a Catania per un evento, e ci ha illustrato le grandi difficoltà all´interno del movimento che lui ha avuto e mi sono spiegata la ragione della sua mancata risposta alle molte sollecitazioni di Leda e di Giusy medesima sulla L.Legge La Torre BIS.


Infine, fuori tema,espone le difficoltà che si stanno incontrando in Sicilia ad indire l´assemblea regionale per l´elezione dei referenti. Manca , infatti, un/a candidata nell´area ovest. Essendo una regione di grandi dimensioni, è opportuno che ci siano due persone territorialmente strategiche. Avendone giá parlato con il Presidente che non ha escluso questa possibilità, chiede al  coordinamento, eccezionalmente, se  fosse favorevole ad uno slittamento del termine di validità della scadenza delle tessere 2015 a maggio 2016.  

Al termine della riunione si stabilisce di avviare una discussione e votazione su Loomio e di convocare una nuova riunione di coordinamento in tempi molto brevi.

 

 

Si conclude il coordinamento alle ore 23.00.

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